Direttiva n.10 del 30/7/2010

Publicato giovedì 30 giugno 2011
Come gestire questi altri punti previsti dalla legge finanaziaria 78 e dalla direttiva sopra citata?

Le amministrazioni prima di affidare all’esterno le attività formative residenziali ed e-learning devono rivolgersi alla scuola superiore di pubblica amministrazione o ai propri organismi di formazione (art. 3 co); Purtroppo questo concetto è inderogabile. La PA deve consultare la Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione, ma avrà ampia discrezionalità circa la scelta dei docenti, anche al di fuori di detta realtà. La scelta di non aderire ai programmi del prefato Istituto dovrà essere debitamente motivata.

• definizione per la predisposizione dei piani da presentare entro il 31 gennaio di ogni anno al dipartimento della funzione pubblica. La Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche ha approvato la “Struttura e le modalità di redazione del Piano della performance” che trova immediata applicazione per le amministrazioni dello Stato mentre funge da linee guida per regioni, enti locali e Servizio sanitario nazionale. Il Piano è un documento programmatico di durata triennale che consente la verifica interna ed esterna dell’operato delle pubbliche amministrazioni. Il Piano è redatto con lo scopo di assicurare: la qualità, la comprensibilità e l’attendibilità della rappresentazione della performance. Nella stesura del Piano devono essere rispettati i seguenti principi generali: trasparenza, immediata veridicità e verificabilità, partecipazione, coerenza interna ed esterna, orizzonte pluriennale. Nella definizione del Piano occorre, inoltre, tenere conto di due elementi: il collegamento ed integrazione con il processo ed i documenti di programmazione economico-finanziaria e di bilanci e la gradualità nell’adeguamento ai principi e il miglioramento continuo. Il processo di definizione del Piano segue cinque fasi logiche: definizione dell’identità dell’organizzazione; analisi del contesto esterno ed interno; definizione degli obiettivi strategici e delle strategie; definizione degli obiettivi operativi e dei piani operativi; comunicazione del Piano all’interno e all’esterno. Il completamento delle cinque fasi logiche consente la redazione e l’adozione del Piano.

• Il Responsabile della formazione deve avere uno specifico e ben individuato Diploma di Laurea Universitario ? Purtroppo non esiste un titolo formativo, assistiamo spesso al conferimento di incarico di direttore dell’Unità Operativa della Formazione (sia essa “semplice” o “complessa”) a soggetti in possesso dei più disparati titoli accademici: Medici, Giuristi,Dottori in Scienze della Comunicazione etc. – In tal senso non esiste alcuna previsione normativa e/o regolamentare.

• Esiste una previsione normativa che stabilisca se la Struttura della Formazione debba essere definita quale Unità Operativa Semplice o complessa? Questa è una scelta strategica di ogni singola Azienda o Ente, non esiste alcuna norma in materia. Spesso L’U.O. della formazione viene ricompresa tra le strutture di Staff alla Direzione Generale e, nella molteplicità dei casi, conferita la “complessità” alla struttura stessa. Tutto ciò, in carenza di una legge di riferimento, può essere risolto solo con l’Atto Aziendale che ha valore di Regolamento dell’Ente.

• per spesa di formazione soggetta a riduzione sono da intendersi solo i costi relativi a docenze e rimborsi spese ai dipendenti (cioè tutto quanto va sul conto specifico formazione) oppure anche le spese relative ai coffee break, pernottamenti, materiale didattico ( che ha altri specifici conti) ma che comunque attengono ai corsi?

Solo spese soggette al conto specifico formazione, le spese accessorie vengono garantite, per deduzione, secondo criteri di economicità ed opportunità.